Nesso di causalità – Franzese La Cassazione interpreta sè stessa

Nesso di causalità – Franzese – La Cassazione interpreta sé stessa

Nota a: Cass., Sez. IV Penale, n. 525/2008, resa in Pubblica Udienza il 7/3/2008, Depositata il 11/4/2008 – Est. BLAIOTTA ROCCO MARCO

Il seguente caso, che si riporta – in fatto – in estrema sintesi, offre alla Cassazione l’occasione per interpretare e specificare l’insegnamento delle Sezioni Unite in punto a nesso di causalità (leggi: massima Franzese). Continua a leggere

Consenso informato risolto contrasto

Consenso informato risolto contrasto

Cassazione – Sezioni unite penali – sentenza 18 dicembre 2008 – 21 gennaio 2009, n. 2437

La S.C., nel suo massimo consesso, nel dirimere un contrasto giurisprudenziale, investita dall’ordinanza di rimessione della V Sezione – ordinanza resa in data 1/10/2008, depositata in data 8/10/2008 (Ordinanza che allego al presente articolo – leggi Cass. 21_10_08 contrasto su consenso informato_rimessione a ss.uu.), ha affermato che, Continua a leggere

responsabilità casa di cura o ente ospedaliero di natura contrattuale

Nella sentenza che si allega viene ribadito il principio consolidato per cui la responsabilità della casa di cura o dell’ente ospedaliero nei confronti del paziente ha natura contrattuale e può conseguire, ai sensi dell’art. 1218 cod. civ., all’Inadempimento delle obbligazioni direttamente a suo carico, nonchè, in virtù dell’art. 1228 cod civ., all’inadempimento della prestazione medico-professionale svolta direttamente dal sanitario.  Di seguito la massima ed, allegata, la sentenza integrale Cass. civ. Sez. III 27742/07 ud. 5/10/07 dep. 8/11/07. Continua a leggere

vendita di prodotti industriali con segni mendaci

ART. 517 C.P. – NON RILEVA LA NON REGISTRAZIONE DEL MARCHIO O DEL SEGNO DISTINTIVO IMITATO – IL REATO TUTELA L’ORDINE ECONOMICO – L’IMITAZIONE DEVE ESSERE IDONEA A TRARRE IN INGANNO L’ACQUIRENTE SULLE CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEL PRODOTTO E QUINDI AD INGENERARE CONFUSIONE TRA I CONSUMATORI SULLA PROVENIENZA DEI BENI STESSI

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danneggiamento informatico – art. 635 bis c.p. –

Con la sentenza qui di seguito integralmente riportata – Cass., Sez. V, 18 novembre 2011 (dep. 5 marzo 2012), Pres. Grassi, Est. Bruno, n. 8555 – la S.C. afferma che

Sussiste il reato di danneggiamento informatico, ai sensi dell’art. Art. 635 bis c.p, anche quando i file cancellati possono essere recuperati; afferma pertanto una nozione per cui la cancellazione dei files, ancorchè non definitiva, laddove sia possibile il recupero dei files stessi tramite apposita procedura tecnica, integra comunque il reato di danneggiamento informatico. Il reato sussiste secondo un’interpretazione conforme all’accezione tecnica recepita dal dettato normativo introdotto in sede di ratifica di convenzione europea in tema di criminalità informatica – legge 23 dicembre 1993, n. 547 –    

Questo il percorso logico – motivazionale che porta all’affermazione del suddetto principio, a confutazione della doglianza difensiva per cui la recuperabilità dei files, essendo nella specie i medesimi stati recuperati, non consentirebbe di ritenere integrato il reato posto che la fattispecie  postulerebbe la cancellazione in senso di definitiva rimozione dei dati cancellati dalla memoria del computer: ” Continua a leggere

diritto d’autore artt. 2, 4 L. 633/1941 tutela disegni e decori per mosaici

Pubblico di seguito un’ordinanza resa dal Tribunale di Bologna – Sez. Industriale Est. Dr. Pasquale Liccardo – resa a seguito procedimento d’urgenza ex art. 669 bis e segg. c.p.c. – art. 2598 e segg. c.c. promosso da Bisazza S.p.a.  nei confronti di Pixel S.r.l. -ad oggetto tutela disegni e decori per mosaici – concorrenza sleale ex art. 2598 c.c.

Si tratta di un caso patrocinato dallo studio. Causa Bisazza c. Pixel – lo scrivente difensore di Pixel S.r.l.

L’Ordinanza è pubblicata su  www.giuraemilia.it

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omesso versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali operate dal datore di lavoro sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti

La notifica dell’accertamento della  violazione non è condizione di procedibilità

La contestazione o la notifica dell’avviso di accertamento della violazione dell’obbligo di versamento delle ritenute previdenziali ed assistenziali, posto a carico del datore di lavoro con riguardo alle retribuzioni dei lavoratori dipendenti, non costituisce una condizione di procedibilità dell’azione penale, bensì soltanto una causa di non punibilità.

Di seguito si riporta la sentenza della SS.UU. nella parte che qui interessa. Continua a leggere

prescrizione norma transitoria ex-Cirielli

Prescrizione – ancora norma transitoria – pendenza procedimento in grado d’appello per l’esclusione della disciplina più favorevole-contrasto risolto-rileva a seguito Corte Cost. n. 392/2006 la definizione del primo grado con pronuncia di sentenza sia essa di assoluzione che di condanna

Corte di Cassazione, sez. Unite Penali, sentenza 24 novembre 2011 – 24 aprile 2012, n. 15933

Presidente Lupo – Relatore Ippolito

Con la sentenza che qui si commenta la S.C., nel suo massimo consesso, ha stabilito, nel dirimere un contrasto, che ai fini dell’operatività delle disposizioni transitorie della nuova disciplina della prescrizione (LEGGE 5 dicembre 2005, n.251 – Modifiche al codice penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di attenuanti generiche, di recidiva, di giudizio di comparazione delle circostanze di reato per i recidivi, di usura e di prescrizione pubblicata in Gazzetta Ufficiale N. 285 del 7 Dicembre 2005), Continua a leggere

concorso tra frode fiscale e bancarotta fraudolenta

Concorso tra frode fiscale e bancarotta fraudolenta – art. 84 c.p. reato complesso – principi

Corte di Cassazione, sez. V Penale, sentenza 10 novembre 2011 – 17 gennaio 2012, n. 1843

Presidente Ferrua – Relatore Demarchi Albengo

La sentenza che qui si commenta si distingue per chiarezza espositiva laddove precisa ed afferma il concorso tra frode fiscale e bancarotta fraudolenta; importanti principi chiarificatori ed interpretativi vengono affermati con riferimento al principio di specialità, di cui all’art. 15 c.p., ed al reato complesso, di cui all’art. 84 c.p. Continua a leggere

art. 337 comma 3 c.p.p. dichiarazione querela legale rappresentante società

Con una recente sentenza (Corte di Cassazione, sez. VI Penale, sentenza 26 aprile – 2 maggio 2012, n. 16150 Presidente Agrò – Relatore Cortese), depositata in data 2 maggio 2012, la Cassazione ha ribadito il proprio orientamento costante per quanto attiene all’onere di cui all’art. 337 c.p.p., comma 3 ovvero dell’indicazione specifica della fonte dei poteri in capo al legale rappresentante di una società al fine di validamente presentare querela, norma che così recita: “La dichiarazione di querela proposta dal legale rappresentante di una persona giuridica, di un ente o di una associazione deve contenere la indicazione specifica della fonte dei poteri di rappresentanza”. Continua a leggere